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Treville

Posted by admin on 11 Giugno 2015
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La storia:

Nell’ assoluta assenza di reperti archeologici antecedenti l’ XI secolo, non si può che fare riferimento al primo documento in cui viene citato il paese. Si tratta del decreto del 1° agosto 1202 con cui il marchese Bonifacio I degli Aleramici investiva del feudo il nobile Anselmo Musso di Paciliano.

Troviamo inoltre citato il borgo in alcuni atti notarili del 1240, 1272, 1295 ed inoltre negli Acta Reginae Montis Oropae. Di fondamentale importanza è invece per la comunità di Treville il 18 gennaio 1303, data in cui vengono proclamati gli Statuta et ordinamenta loci Trivillae, questi statuti sono tra i più antichi dell’ intero Monferrato. Nel 1403 il marchese Teodoro II Paleologo investe del feudo, per mezza quota, il nobile Giorgio Areccio; nel 1435 la signoria è attribuita a Giacomino dei Biandrate, medico personale del marchese.

La signoria dei Biandrate termina nel 1536 quando il marchese Federico Gonzaga confisca il feudo a Giovanni Guglielmo, nipote di Giacomino, accusandolo di fellonia per aver parteggiato per i Savoia. I Gonzaga vendettero il feudo di Treville a ricchi signori mantovani: nel 1590 a Giulio Strozzi e, nel 1602, a Gerolamo Amorotto de Andreasi. Nel 1699, quando ormai appariva evidente la prossima fine del dominio di Mantova, il feudo passa alla famiglia casalese dei Gozani, divenuti assai influenti per la ricchezza conseguita col commercio. Le sorti di Treville seguirono quindi quelle del Basso Monferrato, per cui nel 1713 passò sotto i Savoia.

In seguito nel territorio comunale non accaddero episodi particolarmente significativi, anche se furono frequenti i passaggi e le soste di reparti armati spagnoli, francesi, austriaci nel corso di più di tre secoli di guerre quasi continue. I caduti trevillesi della Prima guerra mondiale furono venti, sei coloro che morirono nella Seconda guerra mondiale.

Gli edifici:

Chiesetta di San Quirico: E’ un prezioso edificio in puro stile romanico, uno dei pochi ancora esistenti nel Basso Monferrato; costruito tra l’ XI ed il XII secolo. Quasi certamente adibito a luogo di culto per gli abitanti di Arliate, citata negli Acta Reginae Montis Oropae, in seguito fatto proprio dai trevillesi che attraverso i secoli ne hanno salvaguardato l’ incolumità. La chiesetta è situata su un’altura non distante dal paese; presenta una facciata a capanna aperta da portale architravato da lunetta. L’ interno è a navata unica con copertura a capriata. L’ abside semicircolare è ornata da archetti pensili scanditi da lesene e forata da tre monofore.

Parrocchiale di Sant’ Ambrogio: La chiesa sorge sulla cima di un colle elevato da cui è possibile ammirare un ampio panorama che si spinge sino all’ arco alpino. Sino al XVII secolo l’ edificio faceva parte di un complesso di costruzioni comprendente una casa-forte, un cimitero, le mura ed una piccola casa parrocchiale. Buona parte di questi edifici nel corso del tempo crollò e, sul finire del Settecento, fu decisa la costruzione della nuova parrocchiale su progetto di un allievo del Magnocavalli, l’ architetto casalese Evasio Andrea Degiovanni. L’ edificio, di notevoli dimensioni, presenta pianta rettangolare di due campate

ad abside semicilindrica. All’ interno è conservata una tela raffigurante “Il matrimonio celeste di Santa Caterina da Siena”, opera di Orsola Caccia.

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