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Terruggia

Posted by admin on 11 Giugno 2015
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La storia:

La Terruggia odierna sorse nel Medioevo, feudo di importanti famiglie. Numerosi furono negli anni passati i ritrovamenti di antiche resti romani, in seguito risotterrati e così perduti. Terruggia figura tra villae cedute dall’ imperatore Federico II con strumento del 1240 ai neonati marchesi di Occimiano.

A quell’ epoca esisteva un castello, ormai scomparso da tempo, ma di cui si conserva memoria sia nell’ assetto del borgo, che pare avvolgere una preesistenza, sia nella toponomastica locale, come suggerisce la superstite “via sotto la rocca”. Se allo stato attuale il borgo mantiene grossomodo l’ impianto medioevale, non conserva tuttavia che rare testimonianze materiali di quell’ epoca; tra queste un lungo tratto di mura difensive in laterizio sulla via Umberto I, risalenti al XV secolo.

Alcuni documenti testimoniano che Terruggia fu devastata nel 1199 d.C. e che a quell’ epoca il signore del paese era il marchese Bonifacio del Monferrato. Egli chiese 8.000 marche d’ argento agli Alessandrini per risarcire i danni che avevano arrecato attraversando da nemici i suoi territori.

Una lettera testimonia l’ offerta di £. 222.70 che elargì il colonnello Camerana, comandante del secondo reggimento dei granatieri di Sardegna e dei Bersaglieri, come segno di riconoscimento verso la popolazione locale, che aveva accolto cordialmente e con generosità i gloriosi reparti.

Il Comune ha iniziato la pratica di concessione dello stemma nel lontano 1930 ma mai portata a termine. Da sempre è utilizzato per consuetudine un gonfalone riportante una torre.

Gli edifici:

Chiesa di San Grato: Inaugurata nel 1724 a sede della confraternita dei Disciplinanti. Sopra l’ architrave dell’ ingresso è murata un’epigrafe che reca la data del 1606. Edificio a pianta ottagonale con cupola impostata su 4 archi, che ha uno sviluppo di circa 8 metri di diametro. Fu parte del complesso anche il campanile alto 17,5 metri, di cui si conservano ancora le campane. Pregevole la facciata con portale del periodo classico.

Parrocchiale di San Martino: Iniziata nel 1574 in sostituzione di un’altra chiesa preesistente, fu consacrata nel 1601 e proseguita nel corso del XVII secolo. Si compone di una navata unica, voltata a botte e costolonata, cui furono aggiunte nel 1891 le cappelle laterali su progetto di Crescentino Caselli. Dal 1924 al 1935 fu rinnovato il pavimento ed eseguita la nuova decorazione dal Panzetti e dal Morgari. La facciata presenta un altorilievo dello scultore casalese Capra raffigurante la Madonna della Pace e San Martino nell’ atto di dividere il proprio mantello con il povero viandante. Il campanile è alto 34 metri e su di esso sono poste cinque campane, un grande orologio ed un terrazzo da cui si gode un piacevole panorama sul Monferrato.

Villa Pavia: Le prime notizie d’ archivio della costruzione risalgono alla fine del Settecento, quando il complesso venne acquistato da Bernardo Lombardi, capomastro casalese noto per importanti costruzioni nel capoluogo quali il prezioso teatro dei nobili, il duomo e gli edifici carcerari. L’ edificio si compone dei due emicicli del cortile, il pronao tetrastilo che funge da quinta al complesso, la cappella a pianta circolare del lato ovest, la galleria a lacunari in stucco del piano terreno. Tutte opere eseguite con gran perizia da maestranze di primissimo ordine.

Villa Poggio: Lungo organismo residenziale che continua con la proprietà Prato. E’ stato acquistato dall’ ing. Candido Poggio, che ne curò i restauri e che nel 1938 donò la villa al paese di Terruggia. Fa parte del complesso un giardino secolare di oltre un ettaro ora utilizzato come parco pubblico.

Oratorio San Gerolamo Emiliani: Annesso alla villa Poggio, comprende una chiesa risalente al XIX secolo. Ha forma neoclassica con impianto centrico ad unica navata e fronte ionico tetrastilo. Sono state accertate notizie circa l ‘intervento di Rodolfo Gambino, pittore di Milano, nel 1935.

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