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Quargnento

Posted by admin on 11 Giugno 2015
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La storia:

L’ origine romana di Quargnento è testimoniata, oltre che da citazioni storiche, anche da alcuni ritrovamenti archeologici, tra i quali una lapide sepolcrale romana che cita la gens Pomptina e la gens Posilla, famiglie romane stabilmente insediate nella non lontana Derthona, l’ attuale Tortona, intorno al 200 a. C.  Sorto presumibilmente come guarnigione militare romana in posizione strategica per controllare la tribù degli Stazielli, che occupava ampie zone dell’ Appennino e del Monferrato. Quargnento viene conservato come insediamento stabile dai Romani anche dopo la fine della guerra Gallica e si trasforma a poco a poco in un grosso borgo agricolo, cui certamente ricorrevano per le loro necessità le vicine città romane di Husta Pompeia, Asti, Derthona, Tortona, Augusta Taurinorum, Torino. Con la caduta dell’ Impero Romano Quargnento diventa appannaggio del Vescovo-Conte di Asti, che rappresentava il più vicino centro di potere costituito.

Nel 1221, con l’ editto di Ottone IV, trovarono definitiva conclusione le annose controversie tra le giurisdizioni vescovili di Asti ed Alessandria sulla “mensa vescovile” di Quargnento, con l’ assegnazione del territorio quargnentino ad Alessandria. Da questo momento la storia di Quargnento segue quella del vicino capoluogo: comune contro Federico Barbarossa, che pare avesse stabilito proprio a Quargnento il suo quartier generale, deve subire la rappresaglia dell’ Imperatore il quale, adirato per l’ insuccesso nell’ assedio di Alessandria, ordina la distruzione e l’ incendio del castello di Quargnento. Quargnento passa in seguito sotto la dominazione dei Visconti-Sforza di Milano, al cui Duca viene dato in feudo nel 1467. Nei secoli XVI e XVII segue le alterne vicende delle guerre franco-ispane. Nel 1723 Quargnento, divenuto parte del Regno Sabaudo, viene assegnato alla marchesa Vittoria Ghilini Cuttica di Cassine, la cui ultima discendente, Giulia, si imparentò nei primi anni del 1900 con la nobile casata dei Baroni Giudobono Cavalchini Garofoli di Tortona , tuttora proprietaria dei terreni e della settecentesca villa edificata nel 1763.

Lo stemma ufficializzato di recente con D.P.R.  n.5088 del 22/10/87, ricorda momenti storici significativi del Comune, sotto la giurisdizione vescovile di Asti (capo partito di rosso, croce d’ argento e mitra vescovile), sotto quella di Alessandria (capo partito d’ argento, croce di rosso) e, più recentemente, in feudo ai Visconti-Sforza di Milano (biscione d’ azzurro ingollante il putto).

Gli edifici:          

Palazzo Comunale: Costruito tra la fine del 1700 e l’ inizio del 1800, ha forma quadrangolare con muri esterni in mattoni a vista ed un elegante portico sul alto della facciata.

Basilica Minore di San Dalmazio: Chiesa parrocchiale, probabilmente edificata su un preesistente tempio romano dedicato a Diana, fu consacrata da Papa Pasquale II nell’ anno 1110. Distrutta dal Barbarossa, fu ricostruita nelle attuali forme intorno al 1576.

Villa Cuttica di Cassine: Venne costruita nel 1763. Ristrutturata nel 1795 su disegno dell’ arch. Carlo Riccardi, è costituita da un blocco centrale a tre piani in mattoni a vista, ornato di frontone e fiancheggiato da due corpi di fabbrica più bassi.

Chiesa della SS. Trinità (ex): Costruita nella seconda metà del 1500 con unica navata e piccola torretta campanaria. Nel 1968 con Decreto del Vescovo di Alessandria, venne disposta l’ alienazione della Confraternita e la conseguente vendita dell’ edificio.

Cascina Valleriana: Elegante edificio ottocentesco a due piani, con bella facciata caratterizzata dalla sobrietà delle linee.

Casa natale di Carlo Carrà: Abitazione privata nella via omonima conserva, in una delle camere al primo piano, una parete decorata con disegni a tempera eseguiti dal pittore ancora fanciullo.

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