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Pomaro Monferrato

Posted by admin on 11 Giugno 2015
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La storia:

Pomaro sorge su di un piccolo colle che costituisce l’ ultimo baluardo delle colline del Monferrato, lambito dal torrente Grana, al margine della vasta e scoperta pianura della Lomellina. Non si sa di preciso quando sia sorto il paese ma è certo che verso il Mille gioà esisteva. Dal XII secolo la storia di Pomaro si identifica con quella del suo castello. Già esistente quale piazzaforte militare nel 1198 Anselmo, Vermo e Corrado, Marchesi di Occimiano, facevano atto di sottomissione del Castello di Pomaro al Comune di Alessandria.

Al Parlamento Generale degli Stati Monferrini convocato in Moncalvo nel 1379 da Ottone di Brunswik intervenne per Pomaro Gaspardo De Brolio. Posto di frontiera tra il Marchesato del Monferrato ed il Ducato di Milano, Pomaro, infatti, per quasi due secoli il XIV  e il XV, oscilla con moto pendolare dall’ uno all’ altro dei due domini, tolto e ripreso in alterne vicende di conquiste e di riconquiste. Nel 1474 Pomaro viene smembrato dalla diocesi di Vercelli ed in seguito eretto in feudo con titolo marchionale a favore dei Dalla Valle Ardizzoni.

Nel secolo XVII poi, durante quella guerra privata che il Monferrato deve pesantemente sopportare e che appunto prende il nome di Guerra di Successione di Monferrato, è ancora contro questo castello che si scatena l’ ultima ira delle truppe spagnole sconfitte dai francesi nella piana di Casale Monferrato. Gli Spagnoli in rotta ed in fuga verso la sponda lombarda del Po “danno il guasto al castello al castello di Pomaro”. Un eufemismo tecnico di quel tempo per alludere a una totale distruzione, tanto è vero che nella seconda metà dello stesso secolo XVII  si dovrà dare inizio alla ricostruzione dell’ edificio nelle forma quali sostanzialmente ancor oggi si presentano.

Tuttavia numerose tracce sopravvivono a confermare una preesistente indubbia rilevanza di strutture direttamente         ricollegabili all’ importanza del luogo dal punto di vista strategico.

Gli edifici:

Castello: La facciata principale risvolta in due corpi laterali articolati a cerniera su due torri ottagonali ed è introdotta da un settecentesco discorso di simmetrie: due enormi platani inseriti in aiuole ellittiche di ortensie al piano del primo cortile, le due fontane con mascherone, che a loro volta inquadrano due colonne portavasi, le due rampe divaricate di scale che si ricongiungono al piano del cortile superiore proprio dove due pluricentenari celtis australis (in dialetto locale “fanfarini”) si ergono talmente ravvicinati fa formare un unica enorme chioma di fronde. Dal lato del Po, a strapiombo sul torrente Grana, le tre torri poligonali settecentesche a merlatura ghibellina, più possente e svettante quella centrale, aggiungono prestigio architettonico sia alla mole del fabbricato sia alla cornice naturale del parco che lo circonda, immersi nel quale trovano collocazione il ninfeo e la fontana dele Quattro Stagioni, calata nella cavità boscosa, arricchita da una serie di scale e balconcini e dalla centrale coppa che si erge per dare ancora più forza all’ unico zampillo. All’interno dell’ edificio numerose decorazioni valorizzano le varie sale e di pregio notevole è la scala elicoidale, di notevole diametro, che sale al piano superiore. Gli ultimi rimaneggiamenti risalgono al 1929, quando la marchesa Paola Dalla Valle affida un restauro alle mani dell’ ingegnere Vittorio Tornielli. Dopo i Dalla Valle il castello passò ai conti Calvi di Bergolo che vi dimorarono fino agli anni Settanta, è stato anche residenza estiva della principessa Iolanda di Savoia. Tra gli altri ospiti del maniero figura anche Vittorio Emanuele III  re d’ Italia che vi soggiornò dal 22 al 30 agosto 1911, in occasione delle grandi manovre che precedettero la guerra di Libia.

Muro difensivo: In pieno concentrico è stato recentemente restaurato il muro difensivo a sud del castello. Questo pregevole manufatto del X-XIV secolo incorpora l’ unica superstite, a pianta circolare, delle stette originarie torri.

Caserma del corpo di guardia: Altro notevole edificio è l’ antica caserma del corpo di guardia, coeva del muraglione citato, oggi proprietà del Comune di Pomaro Monferrato.

La chiesa parrocchiale di Santa Sabina: Ha origini antichissime, sorta su impianto di tempio pagano, presenta struttura classica di stile gotico antico, a tre navate a volta, all’ interno dipinti del Maggi. La facciata, come si presenta oggi, in stile gotico, venne costruita nel primi anni del 1900. Inoltre all’ interno è custodito un frammento della Santa Spina, proveniente dalla corona di spine posta in capo a Gesù e che è tuttora conservata nella basilica di Notre Dame a Parigi.

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