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Odalengo Grande

Posted by admin on 11 Giugno 2015
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La storia:

I primi nuclei abitativi derivano probabilmente da un antico pagus romano individuarsi nella valle in prossimità del torrente Stura o nell’ attuale abitato di Odalengo Grande. Nella primavera del 570 i Longobardi si insediarono nei castelli e nelle alture fortificate che permettessero loro un buon controllo del territorio circostante. Dalla classe nobiliare dei Longobardi, gli adelingi deriva il nome del comune. Le prime testimonianze scritte del borgo risalgono al 940 ed è certo che nel X secolo l’ elenco delle corti regie al servizio della Mensa Imperiale ne comprendesse solo tre in tutto il Monferrato (e ventotto tra Piemonte e Lomellina): Torcello, Casale di Sant’ Evasio ed Odalengo. Nel 1070 l’ Imperatore Arrigo IV confermava al Vescovo di Vercelli il possesso di queste terre; in seguito esse passarono al Marchese del Monferrato, come prova un diploma dell’ Imperatore Federico del 1164 a favore di Guglielmo di Monferrato. Nei secoli successivi la comunità partecipa a diverse riunioni ed assemblee con un numero elevato di rappresentanti cosa che fa ipotizzare godesse di una certa autonomia amministrativa. Il 4 agosto 1388 Teodoro II convoca un parlamento con lo scopo di istituire una tassa per i paesi del Monferrato in funzione della loro importanza e dimensione; le somme pagate ci permettono di fare un raffronto tra i vari borghi: Odalengo Grande 82 fiorini, Odalengo Piccolo 32, Murisengo 36. Treville 65, Rosignano 284, Trino 586, Moncalvo 720, Mirabello 36.

Il 30 agosto 1454, Giovanni III di Monferrato investe del feudo Giacomo Bossi. Giovanni Giacomo e Giulio Cesare Bossi il 30 giugno 1602 vendono le loro giurisdizioni feudali ai fratelli Giovanni Battista e Carlo Morra, dai quali le acquista Mons. Tullio Petrozzani da Mantova, col Comitato, il 23 settembre 1602. Infine Carlo e Teresio Petrozzani le cedono a Giovanni Gozani da Luzogna, col Comitato, il 19 gennaio 1673. I Marchesi Gozani sono stati gli ultimi possessori di questo feudo e nonostante vi abbiano dimorato poco hanno lasciato numerose testimonianze del loro forte legame con Odalengo Grande; la più importante di queste è senza dubbio la chiesa di San Vittore e Quirico fatta erigere nel capoluogo nel 1786 a spese di Luigi Gozani su disegno del Magnocavallo. Un’ ulteriore prova di questo legame è che, oltre a volere che sul timpano della facciata fosse presente il suo nome con lo stemma del casato e la data di costruzione, fece porre all’ interno un’ epigrafe di notevoli dimensioni che recita: A fundamentis erexit ara maxima ornavit Aloysius Gozani Trevllarum et Perleti marchio utriusque Odalengi comes Pontisturiae dominus etc., etc. A.S.R. MDCCLXXXVII.

Gli edifici:

Torre di San Quirico: E’ situata in prossimità del torrente Stura, risale al XII secolo ed era la torre campanaria dell antica pieve di San Quirico ora scomparsa. Lo stile è romanico e venne realizzata con l’ alternarsi di tufo e laterizio, con la presenza di diversi ordini di archetti pensili. Si hanno tre ordini di finestre, l’ ultimo costituito da bifore.

Castello: In origine esisteva un ricetto, con case e orti, delimitato dai propri bastioni e relative fortificazioni consistenti in muri che circondavano il castello con una bertesca e varie opere militari; il Saletta spiega che dopo l’ acquisto dei Petrozzani era stato “ridotto in palazzo nobile con altri edifici. Ma il Sig. Marchese di Gozani lo aveva accresciuto di maggiori e più qualificate abitazioni che vi si può alloggiare ogni persona d’ alta sfera” .

Il Niccolini afferma che avesse “la migliore delle cantina che vanti il Monferrato” ……. “contenente vasi vinari per il valore di 50.000 lire”.

Chiesa di San Vittore: E’ la chiesa del capoluogo, fatta realizzare nel 1786 da Luigi Gozani su disegno del Magnocavallo. La pianta è a croce greca con presbiterio ed abside semicircolare; il braccio trasversale della croce è formato da due absidi velate da un colonnato corinzio, il centro della croce è coperto da una grande cupola circolare. Dalla scheda architettonica di Daniele Celoria: “La facciata riprende motivi palladiani adottando l ‘ordine gigante; è decorata con stucchi di origine vicentina; è importante e maestosa ed anticipa la freddezza dell’ architettura neoclassica”.

Chiesa di San Grato: Situata in frazione Vallestura in prossimità dell’ antico cimitero, è stata eretta nei primi decenni del ‘700 in sostituzione della precedente. L’ edificio è in stile barocco, sulla facciata è incassata una pietra funeraria a ricordo del primo pievano di Vallestura, scomparso nel 1784.

Chiesa Vecchia: Si tratta della vecchia chiesa della frazione di Sant’ Antonio della Serra. L’ edificio risale alla metà del Cinquecento ed è ancora utilizzato per le sepolture.

Chiesa di San Sebastiano: L’ edificio si trova a Cicengo, la più grande frazione del comune; non si conosce l’ esatta data di costruzione ma in una lapide in terracotta, posta su una delle pareti del campanile, è scritto che nel 1667 è stata ampliata con il contributo della popolazione; in seguito ha subito ancora delle modifiche passando da una a tre navate.

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