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Occimiano

Posted by admin on 11 Giugno 2015
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La storia:

Situato in pianura, ai piedi delle ultime propaggini delle colline del Monferrato, Occimiano fu abitato dagli Iactatini, tribù dei Liguri, divenne poi mansio e punto strategico dei percorsi romani dopo la conquista della Gallia Cisalpina nel 222 a C. Ricompare nella storia col nome attuale in una pergamena dell’ 882, quando Carlo il Grosso lo dona ai Vescovi di Vercelli. Nel XII secolo il paese è possesso degli Aleramici di Occimiano che estendono la loro dominazione su varie terre della regione monferrina, conferendo loro proprietà e prestigio, tanto che Federico Barbarossa sverna nel castello di Cavalla e vi convoca una dicta. Nel frattempo, grazie a una donazione dell’ area da parte dei monaci Benedettini, i nuclei abitativi di Occimiano si trasferiscono dalle vicine colline e s’ insediano nella pianura circostante. Dopo aver partecipato all’ alternarsi di vicissitudini dei vari Signori che l’ hanno tenuto in feudo, il borgo viene eretto in Contea nel 1587 da Guglielmo Gonzaga, duca di Mantova ed è infeudato ad Antonio da Passano; nel 1713 passa sotto il dominio dei Savoia. Durante la seconda guerra d’ Indipendenza Occimiano è teatro di un importante avvenimento storico: l’ incontro tra Vittorio Emanuele II e Napoleone III, alleati nella guerra contro l’ Austria.

Di origine risorgimentale, lo stemma riecheggia le due partiture araldiche più importanti della grande arme dei Savoia, vale a dire l’ arme di Sardegna e quella di Savoia. E’ stato concesso il 20 Ottobre 1971.

Gli edifici:

Chiesa di San Valerio: E’ censita nel 1298 tra gli estimi diocesani vercellesi. La sua costruzione ha inizio nel 1486, la consacrazione è invece del 1555. Più ridotta rispetto all’ edificio attuale per l’ adiacente cimitero, la chiesa venne restaurata nel 1811 dai fratelli Salvini e da Carlo Ferraris. Tre anni dopo fu aggiunta la sacrestia, e nel 1818 fu dotata del coro e della bussola con tribuna delll’ organo. Nel 1882, durante un successivo restauro e ampliamento, al posto dell’ antico cimitero fu eretta la cappella dell’ Immacolata. All’ interno l’ ampia volta è affrescata da Paolo Maffi di Sannazzaro dei Burgundi e nella navata sinistra vi è una grande tavola di Bernardino Lanino; numerosi i reliquari, due le lapidi romane. Molto cuspidato il campanile romanico alto 40 metri.

Chiesa del Santissimo nome di Gesù e del Rosario: Dal 1650 circa nell’ ala sinistra si nota un artistico coro in legno scolpito, un vecchio organo Serazzi del 1837 e una ricca galleria di ex voto. Pregevole una pala d’ altare raffigurante la “Circoncisione di Gesù” del 1580 di Bernardino Lanino, principale rappresentante di una famiglia vercellese di pittori del Cinque/Seicento. Due tele del Guala sono ora custodite nel Palazzo Municipale.

Palazzo del vescovo: Pregevole casa del 1700, purtroppo attualmente rimaneggiata che si affaccia su Piazza Oratorio Don Bosco.

Torre: Rudere informe dell’ antico castello di Cavalla, uno dei “sette castelli che ancor nei bassi tempi faccian corona ad Occimiano” smantellato nel 1555 dal governatore francese di Casale Monferrato e poi abbattuto dagli spagnoli nel 1647.

Palazzo da Passano: Ampio edificio costruito dai marchesi di questo casato dopo la distruzione del castello dei Cavalla, e per questo ancora oggi chiamato castello. Ha un parco adiacente utilizzato per feste e spettacoli. Pregevole anche la cappella, ormai fatiscente.

Chiesa della Madonna: Edificata attorno al 1650, al suo interno sono conservate pregevoli tele, un vecchio organo ancora in buono stato e un prezioso “coro” in legno scolpito.

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