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Mirabello

Posted by admin on 11 Giugno 2015
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La storia:

I primi a insediarsi nella zona dove oggi sorge il Comune furono alcuni gruppi liguri-celti, che si stabilirono nella parte più alta del paese, la Ru, che divenne l’ avamposto meridionale della val Grana. Subentrano presto i romani, che vi rimasero per quasi cinque secoli. A testimonianza di quest’ occupazione ci sono gli interessanti ritrovamenti del vicus mediliano e di una mansio sulla via Fulvia, che passa ai confini del paese. Contemporaneamente al crollo dell’ impero romano d’ occidente inizia a diffondersi in val Grana la religione cristiana: la pieve di San Giovanni è un importante centro di diffusione e punto di riferimento per gli abitanti della zona. Nel corso dell’ Alto Medioevo l’ originario insediamento della Ru, la parte più alta del borgo, agglomera e a sé altre contrade e richiama nuova popolazione. Tra i periodi peggiori della storia di Mirabello figura sicuramente l’ epoca delle invasioni dei Saraceni e delle popolazioni barbare germaniche, che si lasciano dietro un desolante scenario di miseria e razzie. Certamente migliore fu la dominazione del Longobardi, che lasciano nella zona segni di buon governo, tracce toponomastiche e nache cognomi di famiglie che esistono ancora oggi. Nei primi anni dopo il Mille i marchesi del Bosco, un ramo degli Aleramici, diventano i primi feudatari di Mirabello. In questo periodo il borgo è dotato di una cerchia di mura alte e spesse, il receptus (recinto) per la difesa degli abitanti e dei loro beni. I marchesi del Bosco accrescono il loro dominio con altri possedimenti vicini, che tra eredità e permute varie erano passati dalla chiesa di Asti a quella vercellese, a quella di Casale e infine ai signori di Bassignana. Numerosi sono gli avvicendamenti delle diverse famiglie di feudatari che regnarono su Mirabello. Ogni mutamento di signore segue in qualche modo la storia della zona e, più in generale, della regione: prima gli amici di Federico Barbarossa, poi i suoi avversari. Tra gli alleati dell’ imperatore figurano i marchesi di Occimiano, che fanno erigere alcuni castelli intorno ai loro domini. Tra questi ci sono  quelli di Castelgrana e di Braida (Cascinetta), in territorio mirabellese. Il paese si dichiara neutrale nella guerra tra Akessandria e Casale prima e tra  francesi e spagnoli poi. La neutralità non è però garanzia di incolumità, come dimostrano i ripetuti saccheggi subiti dalla popolazione ad opera spesso di entrambi i contendenti. Nel 1421 si estingue il ramo degli Alerami,  e Mirabello diventa così feudo dei marchesi della valle di Lu, che edificano il loro castello sulle fortificazioni del receptus. Con il trattato di Utrecht (1713) il paese passa ai Savoia, ai quali ritorna anche dopo la campagna napoleonica e di cui da allora in poi seguirà le sorti.

Gli edifici:    

Chiesa di San Michele: Fu il primo edificio religioso del paese. Fu edificata nello stesso periodo della cinta muraria: l’ abside è incorporata all’ adiacente torrione medievale. Fu ristrutturata nel Seicento.

Chiesa parrocchiale: Fu costruita a partire dal 1562. La struttura e le linee sono chiaramente neoclassiche. La facciata, in mattoni a vista, si presenta con un aspetto maestoso.

Chiesa di San Sebastiano: Fu sede della parrocchia dal 1474 al 1565. Fu edificata nel corso del Quattrocento nel luogo dove sorgeva un tempo una cappella dedicata a San Vincenzo.

Monumento a don Pietro Ricaldone: Realizzato nel 1956 da G. Cellini.

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