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Gabiano

Posted by admin on 11 Giugno 2015
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La storia:

Le vicende storiche del borgo sono legate a quelle del castello la cui costruzione è collocata dal Boudoin prima dell’ VIII secolo.

Le prime notizie risalgono al X secolo e ci dicono che Gabiano e il suo territorio erano tra i possedimenti dei monaci della Novalesa ai quali, seguendo il Chronicon Novalicense, sarebbero stati donati due secoli prima da Carlo Magno. Un diploma ottoniano del 998 fa cenno ad un castello pertinente al possesso di Gabiano e il dominio sul Po.

“Cun portu et ripatico et mercato ad curtem Gabianam pertinentibus” all’ inizio reggeva il piccolo centro come polo difensivo. Nel 1247, Ranieri e Bastardino, Aleramici, ricevettero l’ investitura del feudo di Gabiano dal marchese del Monferrato. Furono loro i capostipiti del casato dei de Gabiano, famiglia che diede illustri personaggi alla storia del Monferrato. Deterranno la giurisdizione sul borgo fino al 1421. Il feudo passò ai marchesi del Monferrato.

Sarà concesso agli Scarampi, passerà quindi ad un ramo degli Incisa. Nel 1531 subentrerà infine Carlo Montiglio. Nel 1533 Gabiano diventa una contea, eretta dall’ imperatore Carlo V. Nel 1618 passa al duca Ferdinando Gonzaga. Nel 1614 il castello e il paese subiscono l’ occupazione delle truppe sabaude.

Nel 1614 il castello viene eretto in marchesato e ceduto ad Antonio Durazzo di Genova. Nel 1692 è dato alle fiamme da un contingente di soldati alemanni. Ora il castello è dei nipoti della defunta marchesa Carlotta Cattaneo Adorno. Importanti vicissitudini storiche sono avvenute durante l’ ultima guerra mondiale.

Ne risentirono molto gli abitanti di Gabiano e in modo particolare la frazione di Cantavenna che venne in gran parte incendiata dai nazifascisti durante un rastrellamento. Vi si erano infatti stanziati gruppi di partigiani. Alla memoria di quei giorni è stato eretto un monumento alla libertà.

Dallo stemma con cui si fregiarono Ranieri e Bastardino Aleramo, primi signori di Gabiano, con abbinamento dello stemma del Magnocavallo, conte di Varengo, per strettissimi legami storici e vicende dei due Comuni, oggi Varengo è unita a Gabiano. Considerati tali rapporti, appare giustificata ed opportuna l’ adozione di uno stemma che sia ricollegabile a quello degli Aleramo del Monferrato e a quello del Magnocavalllo di Varengo.

Gli edifici:

Palazzo comunale: Edificato in epoca fascista, nel corso degli anni Venti. E’ ornato con merli misti, ghibellini e guelfi, in perfetta sintonia di linee e forme. Lo stile dell’ edificio è quello tipico dell’ era mussoliniana.

Scuola di Cantavenna: Ora in disuso, è in tipico stile d’ inizio Novecento.

Castello: La tradizione vuole che a costruirlo sia stato Aleramo che ottenne dall’ imperatore Ottone I l’ investitura della marca del Monferrato il 21 marzo 967, anche se il nucleo originario viene citato in un editto dell’ IX secolo, cioè all’ epoca di Carlo Magno. La tipica struttura dell’ edificio medievale è tuttora visibile nelle quattro torri laterali, nella base quadrangolare del torrione e nelle imponenti mura di cinta. Nel corso dei secoli il maniero ha subito diverse modifiche, è stato ristrutturato agli inizi del Novecento ed ora è proprietà privata.

Chiesa di Sant’ Eusebio: In frazione Varengo venne fatta edificare nel 1780 dal Magnocavalli in tipico barocco piemontese sui resti di un castello medioevale. L’ accesso alla chiesa è scandito da una gradinata di quaranta scalini che portano incisi i nomi dei capofamiglia che contribuirono alla sua realizzazione. All’ interno è conservata una pala raffigurante la lapidazione di Sant’ Eusebio.

Chiesa di San Pietro: Riedificata sul finire del Seicento, presenta pianta rettangolare e volta a botte con tre cappelle laterali, l’ interno è impreziosito da arredi ed affreschi.

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