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Facino Cane – Personaggi del Monferrato

Posted by admin on 1 Aprile 2015
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Tra i personaggi storici che si sono distinti sul nostro territorio possiamo citare Facino Cane uomo di battaglie le cui qualità sono state in parte appannate dalla sua brama di ricchezze.

Facino cane nacque a Casale tra il 1350 ed 1360 da nobile famiglia e gli venne imposto il nome di Bonifazio, alterato poi in Bonifacino e abbreviato quindi in Facino.
Il coraggioso condottiero casalese amava la lotta, il rischio, la preda, la conquista e l’oro. In un’epoca storica in cui il tradimento era considerato alla stregua di una piccola bugia egli mai tradì anche quando per il tradimento altrui la sua rappresaglia sarebbe stata giustificata, questo gli attribuì la qualità di uomo fedele.Fu alla sua maniera un ‘uomo d’onore raro per quei tempi.

Fu al servizio degli Scaligeri, dei Carraresi, di Gian Galeazzo Visconti, del Marchese Teodoro di Monferrato.Quest’ultimo gli concesse il feudo di Borgo San Martino per premiarlo del suo notevole contributo nella battaglia contro gli Acaia. Al servizio di Gian Galeazzo Visconti fu governatore a Bologna da lui precedentemente conquistata.
Alla morte di Gian Galeazzo Visconti, Facino Cane, come altri capitani di ventura, occupò alcune città del ducato cioè Alessandria, Novara e Tortona. Questa vivace attività di conquista gli frutto cospicue ricchezze, ma la moglie Beatrice di Tenda fece nascere in lui anche la brama di potere.

In nostro condottiero in seguito s’impegnò ad aiutare nella guida del ducato il giovane Giovanni Maria, che vedendo per troppo interessamento interpretò in modo negativo l’impegno di Facino Cane tanto che incominci a nutrire sospetti su di lui e per sentirsi sicuro chiamò in aiuto due dei migliori capitani dell’esercito di suo padre, Jacopo dal Verme ed Ottorino Terzi che costrinsero Facino Cane ed il suo esercito a ritirarsi nella città di Pavia, feudo di Filippo Maria Visconti fratello di Giovanni Maria.

Nel 1409 occupò prima la città di Genova e uscendo vittorioso nella battaglia combattuta a Novi contro il generale Boucicault conquistò anche Milano.

Il suo valore in battaglia, la sua personalità troppo vistosa fanno nuovamente sorgere sentimenti negativi da parte di Giovanni Maria al punto tale da desiderare la morte del condottiero, cos si organizza un agguato che fallisce e Facino Cane per nulla intimorito si salva nel palazzo vescovile e si ritira nel suo castello di Rosate.
Nel frattempo il duca milanese temendo una reazione vendicativa tenta la strada della diplomazia inviando due ambasciatori per convincerlo a ritornare a Milano, tentativo che riesce grazie all’opera mediatrice della moglie.

Ristabiliti i rapporti con Giovanni Maria, Facino Cane riporta il suo esercito in campagna di guerra.

Nel 1412 a seguito della drammatica uccisione di Giovanni Maria finisce anche l’avventura di Facino Cane, già costretto a letto per un’intossicazione del sangue dovuta alla gotta, che appreso della morte del duca milanese ne accusa il colpo finendo cos la sua vita costellata da coraggiose battaglie morendo a letto.Le sue cospicue ricchezze non furono godute da suoi eredi diretti in quanto nella sua vita non ebbe figli e lui sa che la moglie dopo la sua morte sposerò Filippo Maria Visconti perdutamente innamorato di lei.

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