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Cuccaro

Posted by admin on 1 Aprile 2015
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La storia:

La storia di Cuccaro è strettamente legata alla casata dei Colombo, investiti del feudo di Cuccaro dall’ Imperatore Ottone I nel 960. Una comunità di 200 abitanti era per buona parte al servizio del feudatario, che ai massari affidava la conduzione dei terreni agricoli, anticamente coltivati a ulivi, poi sostituiti dalla vite.

La storia di questa comunità, alla pari di quella dei paesi vicini, è caratterizzata da drammatiche condizioni di vita dovute ad una povertà endemica, a cicliche pestilenze e ad incessanti incursioni di soldataglie mercenarie, ora francesi, ora spagnole, ora alemanne, sempre pronte a depredare, a stuprare, distruggere e incendiare.

Cuccaro, a soli 4 km. da Quargnento, ove era il confine con lo Stato di Milano, era solitamente la prima vittima di sconfinamenti e beghe di confine, ma nello stesso tempo si trovava in una posizione privilegiata per due ragioni: in primo luogo perché lontana dalle principali vie di comunicazione, solitamente percorse dalle truppe in movimento, ed anche perché il castello fortificato dei Colombo spesso era prescelto come base per i comandi delle truppe operanti nella zona, proprio in virtù della posizione più decentrata.

La potente e numerosa casata dei Colombo ha dato al Monferrato personaggi di grandissimo rilievo. Berretinus de Cucharo, ad esempio, fece le veci del marchese di Monferrato Teodoro II, quando questi si recò ad occupare Genova, nel 1409, dopo la cacciata del governatore francese.

Una serie di atti notarili ci dicono che Domenico, fratello del predetto Berretinus e presunto padre di Cristoforo, scopritore delle Indie, era costantemente alla corte del marchese di Monferrato. Da questi Domenico ricevette l’ investitura del feudo di Cuccaro il 21 Aprile 1419. Come sopra accennato, da oltre quattro secoli Cuccaro si trova coinvolto, suo malgrado, nelle questione colombiana.

L’ origine della vicenda è presto raccontata: quando nel 1578 in Spagna morì Diego, ultimo discendente maschio dell’ Ammiraglio, sorse una dura lite fra le eredi per aggiudicarsi la successione al maggiorasco di Colombo, che comprendeva il ducato di Veragua (l’attuale Panama), il marchesato della Giamaica, l’ ammiragliato delle Indie e altre terre. Il grande navigatore aveva esplicitamente precisato nel testamento che il maggiorasco doveva essere ereditato soltanto da un Colombo maschio, in mancanza di discendenza diretta anche un collaterale, con assoluto divieto per la discendenza femminile.

Da Genova non si fece sentire nessuno, mentre da Cuccaro si presentò come pretendente Baldassarre Colombo, esponente della millenaria casata feudale cuccarese, che si diceva discendente di Franceschino, fratello di Domenico, presunto padre del grande Cristoforo. La causa, celebratasi dinanzi al Consiglio delle Indie, si protrasse per circa 30 anni fra intrighi e schermaglie legali finché nel 1608 il maggiorasco venne assegnato a Don Nunos di Portogallo, maschio ma discendente in linea femminile.

Baldassarre Colombo, che pure era stato riconosciuto come parente dell’ Ammiraglio in ottavo grado, rimase escluso, ma gli venne tuttavia assegnata una certa somma come parte della rendita dello Stato di Veragua, venendo così considerato alla stessa stregue dei discendenti diretti.

Questa vicenda, che nel corso dei secoli era stata recepita e dibattuta da numerosi storici e studiosi, è stata ora rinverdita, nel 1999, in occasione del congresso internazionale organizzato dal CE.S.CO.M. a Torino il 27 marzo a Cuccaro il 28 marzo, con la partecipazione di illustri relatori, fra i quali sette docenti dell’ università di Torino, nonché una diretta discendente di Cristoforo Colombo, nella persona di Anunciada Colon de Carvajal, venuta appositamente dalla Spagna.

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