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Cristoforo Colombo – Personaggi del Monferrato

Posted by admin on 1 Aprile 2015
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Potrà sembrarvi strano ma Cristoforo Colombo monferrino, i documenti, le testimonianze, le ricerche storiche testimoniano che il grande navigatore ha i suoi natali a Cuccaro un piccolo paese tra Lu, Vignale, Quargnento e Fubine.

Come la maggior parte dei paesi monferrini Cuccaro possiede il suo castello ed proprio quello della nobile famiglia dei Colombo, al suo interno possiamo trovare una raccolta dei busti dei Colombo, tra i quali si può trovare quello di Domenico Colombo padre di Cristoforo.

Andato perduto un’antico ritratto di Cristoforo, ritratto ricordato per la sua autenticità dallo storico Herrera Ballesteros Beretta, autore di una poderosa storia del Portogallo in cui discorre anche di Cristoforo Colombo, che considera nativo del castello di Cuccaro nello Stato del Monferrato. All’interno del castello possiamo trovare un significativo affresco che raffigura l’ardito uomo di mare al momento dello sbarco a San Salvador. Primogenito di un feudatario del marchese di Monferrato a cui seguirono due fratelli, Bartolomeo e Diego, pare sia nato proprio nel castello di Cuccaro. Ad onor del vero nel periodo a cui appartiene il nostro navigatore non erano in uso i registri parrocchiali battesimali e questa situazione era un comune denominatore fra le località dell’epoca quindi anche Cogoleto e Genova non possono suffragare con documenti ufficiali la loro tesi che afferma le origini liguri di Cristoforo Colombo a parità di condizioni e di possibilità l’una vale l’altra.Fu il concilio di Trento a sancire l’obbligatorietà della registrazione dei battesimi tenuti in ogni singola parrocchia, il che, a Cuccaro, si verificò solo a partire dal 1560.

Ma allora le prove delle origini piemontesi dello scopritore dell’America dove sono?

Esistono, e sono rappresentate da uno scritto di un erede colombiano, avvalorata da un albero genealogico a cui fanno seguito ben 36 testi giurati innanzi al Tribunale castigliano delle Indie in Madrid. L’intero carteggio appartiene all’archivio di Stato di Torino ed a quello di Mantova, si aggiunge all’insieme dei documenti l’archivio privato di una famiglia di Asti, tuttora residente a Pinerolo, lascito testamentario di Mons. Luigi Colombo di Cuccaro.

Il risultato dell’analisi di tutti i documenti porterebbe alla seguente conclusione: che Cristoforo può dirsi ligure, solo se si parli di adozione, ma non di nascita e di origine.

Nella causa per l’eredità cospicua del navigatore, si fecero avanti molti pretendenti tra i quali un piemontese Baldassarre Colombo conte di Cuccaro, produsse diverse prove, sfilarono ben trentasei testimoni davanti al Senato di Casale e tutti confermarono la tesi che voleva Baldassarre parente di Cristoforo Colombo a cui fecero seguito le deposizioni della chiesa e in ultimo di uomini del popolo e borghesi i quali affermarono che Domenico Colombo castellano di Cuccaro era partito dal paese verso Genova e che da lui erano nati Cristoforo, Bartolomeo e Diego ed in pi che ad indirizzare la famiglia Colombo verso il mare era stato Giuseppe Ardizzone Fa di Vignale che era pilota nel porto di Genova.

Inoltre la parentela veniva dimostrata nel legame di sangue in quanto il trisavolo del conte Baldassarre Colombo e Domenico padre di Cristoforo erano fratelli poiché nati da un certo Lancia signore anch’egli di Cuccaro, legittima quindi la rivendicazione.
Ma si sa le cause spesso sono snervanti, dispendiose e lunghe e si che il nostro Baldassarre aveva grinta e costanza ma non sopravvisse alla sentenza della causa anche se durante la battaglia legale che lo vedeva protagonista dovette smascherare imbroglioni e parenti non certo accondiscendenti alle sue pretese tanto che Francisco Mendoza ammiraglio d’aragona arrivò al punto di strappare un pezzo di testamento del bisnonno materno cristoforo Colombo e pare che riguardasse proprio il ramo piemontese della famiglia Baldassarre, ma quest’ultimo anche se rimasto povero in canna ma dignitosissimo, chiese ed ottenne giustizia, costringendo la causa a ricominciare daccapo, per ” vizio d’istruttoria” come si direbbe oggi e riuscì persino a fare destituire quattro dei giudici a cui era stata demandata la causa.Alla sua morte erano già stati scritti ben 167 capitoli del processo, con un costo interamente a suo carico di ben 5.000 scudi ( 2250000 delle vecchie lire ) una cifra rilevante per quei tempi.
Nella battaglia legale successe il figlio Mario che non ebbe per la forza del padre e abbandonò ben presto la contesa, quando arrivò la sentenza questa attribuì pieno diritto ereditario ai Colombo di Spagna, l’assenza di Baldassarre aveva sicuramente avuto il suo peso, per ai suoi erede veniva comunque riconosciuta una rilevante somma di danaro, in quanto Baldassarre Colombo veniva riconosciuto cugino di ottavo grado di Cristoforo Colombo. Ormai era convinzione comune che i Colombo di Cuccaro erano discendenti del grande navigatore tesi accettata anche dai Colombo spagnoli, tanto che uno degli esponenti della parentela spagnola, Don Pedro scrive alla regina Elisabetta di Spagna nel corso di un suo viaggio in Italia ” Arrivo a Cuccaro dove trovo i parenti miei, benché non mancassero al mio avo doti di intelletto e di animo, la fortuna non lo volle far nascere privo di nobiltà, facendolo uscire dai conti Colombo di Cuccaro”.
Quindi non per campanilismo che possiamo legittimamente dire che Cristoforo Colombo di origine Monferrina e piemontese.

I Colombo di Cuccaro erano patrizi ma poveri di mezzi economici, quindi logica la partenza di Cristoforo da Cuccaro come affermano le trentasei deposizioni precedentemente menzionate.

All’epoca erano molti i monferrini che si recavano in territorio ligure perché l’Alto Monferrato governato dai Paleologi prima del XVI secolo e dai Gonzaga nel periodo seguente superava in pi zone l’Appennino. La città di Genova era governata da Teodoro II Paleologo marchese di Monferrato che era anche tutore dei figli di Lancia Colombo suo consigliere di stato.tra questi c’era Domenico padre di Cristoforo.La dominazione monferrina sulla capitale ligure forse la causa della confusione finora fatta sulla vera origine dell’ammiraglio.

L’affermazione di Cristoforo Colombo monferrino risale già al 1616, quando padre Ippolito Donesmondi nella sua Istoria Ecclesiastica di Mantova afferma che Cristoforo Colombo nacque nel Castello di Cuccaro affermazione condivisa anche da altri studiosi come Antonio Guido Malabaila dei conti di Canale e padre Fulgenzio Alghisi in cui nella sua manoscritta “Storia del Monferrato”di nel 1705 Orazio Scotto autenticava un estratto specifico attestante che ” Cristoforo in Cuccaro nel 1437″. Negli stessi anni monsignor Agostino Della Chiesa, vescovo di Saluzzo, affermava e ribadiva l’origine piemontese e quindi monferrina di Colombo.

Sul finire del 1700, lo storiografo cuneese Carlo Denina sostiene in un suo studio le origini monferrine del Nostro, seguito in tale tesi dal celebre esploratore Carlo Vidua e dal noto ed autorevole conte Gian Francesco Galeani Napione, sovrintendente degli Archivi Piemontesi, che pubblicava nel 1808 due studi fondamentali sull’argomento.Nel 1809, l’abate Francesco Cancelliere letterato ed erudito accademico d’arcadia, si associava con una sua documentata monografia alla tesi di Napione.
Pi vicini a noi sono gli studi degli storici Vincenzo De Conti e Aldo di Ricaldone tutti uniti a confermare le origini monferrine di Cristoforo Colombo.Tutte le affermazioni si completano a vicenda e traggono valore dall’inequivocabile riconoscimento del tribunale di giustizia di Madrid.

Numerosi luoghi Italiani (Genova, Piacenza, Savona, Oneglia, Nervi Quinto, Bogliasco, Cogoleto) si disputano l’ambito privilegio di avere come figlio il grande scopritore. Vi fu chi persino volle Colombo cittadino francese, spagnolo, portoghese, inglese, greco e svizzero.

In mezzo a tanti pretendenti e benché la storia ufficiale faccia genovese Cristoforo Colombo, noi lo riteniamo, sulla scorta delle prove elencate, di origine monferrina.

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