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Castellazzo Bormida

Posted by admin on 1 Aprile 2015
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La storia:

Il documento più antico, un diploma imperiale in cui appare per la prima volta citato Gamondio come “corte regia” è del 1938, ma i ritrovamenti archeologici del 1987 tra la sponda destra del fiume Bormida e Cantalupo fanno pensare, anche se ad oggi non si hanno altri riscontri certi, ad insediamenti presenti già nell’ età del bronzo. Sotto i Longobardi fu “corte regia” e ameno luogo di caccia per i re; sul finire del X secolo il borgo si liberò dalle antiche signorie e, nel secolo successivo lo si ritrova già organizzato con un proprio stemma ed un carroccio. Lo stesso stemma che poi passò ad Alessandria (croce rossa in campo bianco) fu poi sostituito con quello di un castello con tre torri. Il XII secolo rappresentò  per Gamondio il periodo di massimo sviluppo e di maggior potenza come libero Comune, ghibellino prima, guelfo poi. Il borgo partecipò alla fondazione di Alessandria (1168) a cui contribuì anche con il passaggio di famiglie che si insediarono nell’ omonimo quartiere e con cessioni di territorio. Emanuele Boidi di Gamondio fu uno dei fondatori, come pure Gagliaudo Aularo, leggendario salvatore della città durante l’ assedio di Federico Barbarossa (1174-75). Dopo la fondazione di Alessandria, Gamondio per alcuni decenni ebbe presumibilmente rapporti tesi con la nuova città da cui fu in seguito assorbito in conseguenza della politica espansionistica di questa. Fino al XII secolo Gamondio fece parte con altri comuni del contado alessandrino, nel quale mantenne comunque un posto preminente. Assieme ad Alessandria anche Gaamondio entrò sotto la signoria dei Visconti.  Il condottiero Facino Cane tentò per ben sette volte di impadronirsene, prima per sé, poi a nome di Giovanni Maria Visconti, ma Gamondio oppose una fiera resistenza. Ai Visconti subentrò la dinastia degli Sforza e a questa seguì la dominazione spagnola finchè dopo una breve parentesi sotto Filippo duca d’ Angiò, nel 1707 Castellazzo Bormida passò a Casa Savoia; il feudo castellazzese si estinse definitivamente nel 1778. Presente nelle lotte risorgimentali e nelle guerre mondiali, Castellazzo Bormida durante la Resistenza fu un’ autentica cittadella della libertà; molti dei suoi uomini combatterono in prima linea ed in posti di rilievo.

Gli edifici:   

Chiesa Trinità da Lungi: Monumento nazionale, tra le strutture medievali più significative del Piemonte orientale. Romanico-lombarda, fu edificata a partire dal 1130. Pregevoli le decorazioni (capitelli con decorazioni zoomorfiche e mitologiche abbinati a motivi astratti e vegetali) dell’ interno, a tre navate. Oggi è proprietà privata in pessimo stato di conservazione.

Chiesa di Santo Stefano extra muros: Risalente all’ XI  secolo, il complesso è stato rimaneggiato in chiave barocca, l’ interno è ad una navata triabsidata.

Chiesa di San Martino: Di origine medievale, anch’ essa rimaneggiata in stile barocco. Romanico-gotici il portale e le statue dei due leoni stilofori che oggi sono poste sulla facciata e la cui collocazione originaria è difficilmente individuabile.

Chiesa di Santa Maria della Corte: Costruita a partire dal 1443 dove sorgeva un precedente edificio, di dimensioni decisamente ridotte. Crollata ed incendiata, fu ricostruita tra XVII e XVIII  secolo con pianta a croce latina. All’ interno, decorazioni del Gambini e quindici altari con pale risalenti al XVII  secolo.

Chiesa dei Santi Carlo e Anna: Edificata in seguito all’ epidemia di peste del 1631. L’ altare maggiore è in marmo di Carrara, marmo anche per le colonne che arredano l’ interno. Il campanile ha quattro orologi. Annessa all’ edificio è la cella dove San Paolo della Croce meditò e scrisse la regola dell’ Ordine dei Passionisti.

Madonnina della Creta: Maestoso Santuario costruito a partire dal 1631 e rimaneggiato con ampliamenti successivi fino al 1924, quando raggiunse l’ aspetto odierno. Di notevoli  dimensioni, da notare, all’ esterno, le quattro colonne in stile corinzio e i due alti campanili con guglie in rame. E’ detta anche “Madonnina dei Centauri”, unico santuario al mondo  dedicato alla patrona dei Centauri, perché dal 1924 qui vi è un appuntamento internazionale di motociclisti.

Oratorio della Pietà: Conserva all’ interno un gruppo ligneo detto “Compianto sul Cristo morto”: risalente agli inizi del XVI secolo, è uno splendido esempio di arte popolare.

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