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Casale – Storia del Monferrato

Posted by admin on 31 Marzo 2015
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Casale la capitale della nota regione storica del Piemonte, fu fondata dai Romani come si evince da numerosi ritrovamenti archeologici.

L’origine del suo nome quella di casolare, casale, agglomerato di case in aperta campagna e questo perché l’antico nucleo della città era rappresentato da un modello agreste formato da fattorie e cascine.

Casale ha un interessante patrimonio architettonico, anche se nacque per esigenze strategiche e per questo sub numerosi assedi e venne distrutta dalle città vicine.
Come dicevamo prima la città ha numerosi monumenti architettonici, prima del mille Casale un borgo di casolari e di cascine anche se stata un importante municipio romano con il nome di Vardagate.Il nome di Casale compare per la prima volta in un atto pubblico nel 1039.

Nell’arco di due secoli dal XII al XIV Casale svolse la sua vita commerciale aumentando la sua importanza.

La città passa da un dominio all’altro dai Marchesi di Monferrato all’impero, da questo ai vescovi di Vercelli che la tennero a lungo.

Nel 1199 la troviamo protagonista di un importante avvenimento storico insieme alle città di Alessandria, Piacenza, Asti e Vercelli e cioè la firma della pace di Milano con Bonifacio I, marchese di Monferrato.

Dopo circa 15 anni, nel 1215, la sua fiorente prosperità fa nascere l’invidia delle città vicine che con l’aiuto dei Milanesi attaccano la città grazie alla loro superiorità numerica la sconfiggono distruggendola e saccheggiandola, ma l’aiuto dell’imperatore Federico II la salva dal completo annientamento minacciando di mettere al bando le città assalitrici.

Grazie a questo intervento Casale si vede restituire i prigionieri ma non il ricco bottino di guerra ed Alessandria, la pi diretta antagonista degli assalitori, si tenne le reliquie dei patroni della città S. Evasio, S. Proietto e S. Natale con il gallo e l’angelo di bronzo, quali simboli di vigilanza, custoditi con le preziose reliquie nel duomo.

Nell’arco di tre anni casale si riprende al punto tale da diventare più potente ed aggressiva di prima , questa sua ascesa la deve alle cure del marchese di Monferrato Guglielmo VII che la città elegge suo capitano e da quel giorno estese i suoi domini su gran parte del Piemonte, compresa Torino, e per breve tempo anche su Milano.
Nel frattempo Milano, Novara,Vercelli,Asti, Genova, Pavia,Brescia,Cremona ed ovviamente la solita Alessandria riformarono una Lega contro il Rilevante potere del marchese di Monferrato.

Gugliemo VII viene battuto nei pressi di S. Salvatore, ed Alessandria lo vuole come prigioniero, rinchiuso nei sotterranei del palazzo comunale alessandrino e a distanza di due anni morì dicono di fame.

Dopo la morte di Gugliemo VII Casale rivendica l’autonomia del proprio territorio ma la libertà di breve durata, infatti il figlio di Guglielmo VII, Giovanni, rivendica i possedimenti paterni e con l’aiuto di Asti marcia verso la città e quest’ultima temendo il peggio stipula un accordo accettandone la sudditanza al suo dominio in cambio del rispetto dei privilegi comunali.

Con la sudditanza al Marchese Giovanni, Casale passa definitivamente sotto le insegne degli Aleramici, dopo la sua morte la guida dello stato passa a Teodoro Paleologo e grazie alla sua guida Casale diviene la pi importante città del marchesato.
Questo se da una parte può essere considerato un vantaggio come tutte le medaglie ha un rovescio che in questo caso rappresentato dal numero preponderante di assedi che ha dovuto subire rispetto a qualsiasi altra città monferrina.

Nel 1369 venne conquistata da Galeazzo Visconti e dopo alterne vicende che videro transitare sul suolo monferrino diversi eserciti la città tornò sotto il dominio paleologo e precisamente sotto la guida di Teodoro II detto l’Astuto.

Quest’ultimo volle riavere le reliquie rubate dagli alessandrini e cioè quelle di S. Evasio, S.Natale e S. Proietto e grazie all’accordo del capitano Facino Cane riuscì ad ottenere le preziose reliquie ed in pi un ricco bottino tra il quale spicca il meraviglioso Crocifisso che possiamo vedere ora sull’altare maggiore del duomo di Casale.

Sotto il dominio Paleologo la città vide aumentare i suoi commerci la sua potenza e la sua statura di città. Il marchese che pi di ogni altro la curò, la protesse, la arricchì fu Guglielmo VIII che la governò dal 1464 al 1483.

Egli istituì il Senato del Monferrato ed ottenne da Papa Sisto che Casale fosse sede vescovile, fece erigere la stupenda chiesa di S. Domenico, il castello, che fu tra l’altro sua residenza ed ampli il santuario di Crea.

Guglielmo VIII non lasciò solo un segno del suo passaggio nelle opere architettoniche ma intervenì anche nel tessuto sociale in quanto accrebbe le scuole, riordinò la giustizia, aiutò gli studiosi, protesse gli artisti e per ultimo ma non certo per importanza favorì la stampa tanto che Casale nel 1480 con la pubblicazione di un’opera di Gaspare Cantono appare uno dei primi libri stampati in Italia. Alla morte del virtuoso marchese succede suo fratello Bonifacio III e dopo la morte di quest’ultimo i paleologi si estinguono con la scomparsa di Gian Giorgio ultimo discendente della nobile famiglia.Ora Casale destinata a passare sotto il potere dei Gonzaga anche se i casalesi lottano per non subire la nuova sudditanza e con ‘avvento al potere della nuova dinastia incomincia per Casale un periodo storico tra i pi tormentati ed insanguinati.Dopo la successione al potere di ben 5 duchi di Mantova, ricordando tra questi il tirannico Guglielmo X che elevò il Monferrato a rango di ducato la guida venne presa dal duca Carlo ai quali la Spagna oppose altri due pretendenti il Gonzaga Ferrante, principe di Guastalla che voleva Mantova e Carlo Emanuele duca di Savoia che desiderava il Monferrato. La Francia intervenne per difendere i diritti del duca Carlo.
Cos Casale che si era data al duca Carlo deve quindi subire il primo dei due tremendi assedi degli spagnoli citati anche dal Manzoni nei “Promessi Sposi”.

Il secondo assedio diretto dal famoso condottiero Italiano Spinola fallì perché in aiuto alla città intervennero i francesi guidati dal famoso cardinale Richelieu e da Luigi XIII.

Siccome casale era strategica in quanto rappresentava un’importante realtà dei disegni politici e militari Francesi e Spagnoli in Italia dovette subire un discreto numero di assedi a cui opponeva buona resistenza dal momento che possedeva una delle cittadelle militari più agguerrite e perfette per quei tempi.

Nel 1640 la città vide nuovamente le sue mura accerchiate dagli Spagnoli, attacco che si ripeté 12 anni dopo e questa volta con successo, infatti gli Spagnoli alleatisi con il duca di Mantova si vedono aprire le porte ed ai Francesi non rimane che l’onore delle armi.

Nel 1695 dopo che il duca Carlo Ferdinando ebbe “venduto” la città ai Francesi il duca di Savoia Vittorio Amedeo II la attaccò, assedio che fu interrotto da un accordo diplomatico tra il duca sabaudo ed il re di Francia.

La città a seguito di questo accordo venne riconsegnata senza le fortificazioni ed ogni difesa militare al duca di Mantova .Alla sua morte Casale entra a far parte dei domini di Casa Savoia e si oppone alle invasioni degli Austriaci respingendolo con successo.

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