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Nizza è un classico centro provinciale i cui terreni grazie all'opera laboriosa dei Nicesi sono stati valorizzati al più alto potenziale agricolo, il vino che è il prodotto tipico del Monferrato è qui anteposto ad ogni altro prodotto della terra, infatti se in altre parti del Monferrato la coltura della vite lascia il posto anche ad altre colture oltre il grano qui non avviene.Pane e vino sono i simboli agricoli di Nizza.
Oltre all'aspetto agricolo è fiorente nella città monferrina anche l'aspetto commerciale infatti importanti fiere zootecniche, enologiche ed agricole richiamano molte persone da ogni parte del Monferrato e non ed inoltre la città è anche famosa per il " gioco del pallone" negli sferisteri.
Nizza nacque da una controversia armata tra Alessandria ed Asti, quest'ultima temendo che la città si espandesse in direzione dei sette castelli (Lanero, Calamandrana, Garbazzola, Quinzano, Belmonte,Castelvecchio e Lintignano) mosse guerra ad Alessandria.
Nello scontro avvenuto nei pressi di Calamandrana gli Astigiani ebbero la peggio e gli Alessandrini per eliminare il problema alla radice, distrussero i sette castelli.
Gli abitanti dei manieri e dei villaggi vicinisi radunarono attorno ad un'antica chiesa di San Giovanni in Lanero che sorgeva nell'attuale piazza del Comune, per la fretta nella sua costruzione la città di Nizza ebbe come Alessandria la particolarità di avere le case con il tetto di paglia e per questo come Alessandria ebbe in origine affiancato al suo nome la frase " della paglia".
Nei primi anni della sua vita la città si resse a libero Comune ma in seguito giurò fedeltà ed ubbidienza a Guglielmo VII marchese di Monferrato.
Nel 1265 i Nicesi guidati dal prode marchese respinsero l'attacco degli Alessandrini e tre anni dopo inflissero la sconfitta al Duca di Provenza Carlo d'Angiò.
I rapporti di Nizza con Gugliemo VII si erano guastati, e la città passo dalla parte di Alessandria, Asti ed i Visconti di Milano.
Sconfitto Gugliemo VII e morto suo figlio Giovanni che era l'ultimo degli Aleramici, la città passa sotto il dominio di Teodoro Paleologo, così Nizza ritorna sotto la guida dei Marchesi di Monferrato tramite la dinastia dei Paleologì.
Nel 1391 Nizza è messa a ferro e fuoco dall'esercito francese ma grazie all'aiuto del generale Jacopo Dal Verme corso ad affrontare e mettere in fuga il nemico nei pressi d'incisa la città evitò la distruzione totale.
Dalla dinastia dei Paleologi Nizza passa sotto il dominio dei Gonzaga, duchi di Mantova e del Monferrato che le portarono un periodo caratterizzato da notevoli prosperità che vide una fiorente agricoltura un'espansione dei suoi commerci e della sua industria artigianale della seta.
Nel 1595 venne elevata ufficialmente al rango di città, tra il 1625 ed il 1654 Nizza subì numerosi assedi ad opera dei francesi, spagnoli ed austriaci.
Nel 1708 entra a far parte dello Stato sabaudo.
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