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I Marchesi del Monferrato

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Alla morte di Aleramo gli succedettero i figli Ottone e Anselmo, al primo andò il "comitato" di Acqui e Monferrato al secondo il "comitato" di Savona.
I marchesi del Monferrato furono in ordine cronologico: Ottone, Guglielmo I (990-1027), Enrico (1027-1045), Guglielmo II (1045-1083) , Guglielmo III (1083-1100), Ranieri (1100-1135), Guglielmo IV il vecchio (1135-1188) che diede al marchesato un assetto organizzativo e militare in grado di competere sulla scena italiana. Fu nemico acerrimo dei Comuni ed alleato fedele di Federico I di cui era zio in quanto aveva sposato Giuditta figlia di Leopoldo d'austria e zia di Barbarossa.
Guglielmo IV ebbe 5 figli maschi: Bonifacio, Guglielmo V, Corrado, Federico e Ranieri. Guglielmo IV con i suoi figli parteciparono attivamente alle crociate in Terra Santa. Purtroppo per i marchesi del Monferrato la Terra Santa non fu luogo fortunato, infatti tutti i figli di Guglielmo IV chi prima chi dopo morirono tutti nonostante le loro gesta eroiche ed il loro coraggio che valsero per 2 di loro l'offerta del trono di Gerusalemme, che generò l'invidia dei Signori di Siria prima e di Riccardo Cuor di Leone poi.
A Guglielmo IV, tornato in patria dopo un periodo di prigionia ad opera del Saladino, non rimase che passare gli ultimi anni della sua vita in uno dei suoi castelli in compagnia dei suoi dolorosi ricordi pensando ai suoi figli sepolti in terre lontane. A ricostruire il Marchesato monferrino, contribuì Bonifacio II figlio di Guglielmo VI a sua volta figlio di Bonifacio figlio di Guglielmo IV il Vecchio. Bonifacio II detto il gigante chiese ed ottenne la collaborazione di Federico II di Svevia, ed alla sua morte gli succedette Guglielmo VII il Grande che grazie alla sua abilità politica, al suo coraggio e abilità come uomo d'armi estese i confini del marchesato a quasi tutto il Piemonte e buona parte della Lombardia. La sua abilità ed aggressività gli attirano contro i Comuni di Milano, Brescia, Genova, Novara e Vercelli appoggiati dal Conte di Savoia e dai Visconti, fu l'inizio del grande Marchesato Aleramico. In seguito a causa della rivolta di Alessandria, porta Guglielmo VII ad una sopravvalutazione della propria forza che lo spinse ad affrontare da solo nella battaglia di S. Salvatore la lega dei Comuni sopra citata e per tradimento è catturato e sconfitto. Viene così fatto prigioniero nelle segrete del Comune di Alessandria, ed esposto alla pubblica derisione degli ex sudditi appeso in una gabbia alla torre del palazzo in occasione di feste, morì dopo poco tempo dicono per fame.
A Guglielmo il Grande succedette suo figlio Giovanni I che riconquistò in breve tutto il territorio paterno. La sorella di Giovanni I sposando l'imperatore bizantino Andronico Paleologo pone i presupposti per la successione alla guida del Monferrato dei Paleologi a scapito degli Aleramici. Con la morte di Giovanni I il Giusto si estingueva la dinastia degli aleramici.

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